Eccellenza Reverendissima Mons. Paolo Gillet
Carissimi fratelli sacerdoti e diaconi
Onorevoli Autorità civili e militari
Egregio Signor Direttore delle Ville Pontificie, Dr. Saverio Petrillo
Fratelli e sorelle amati nel nostro Signore!
1- Celebro per la prima volta insieme con voi la solennità del nostro santo patrono, il martire San Pancrazio. Il Martirologio Romano lo ricorda come un adulescens ' la tradizione agiografica lo dice quattordicenne - messo a morte pro Christi fide. L'adolescenza è quell'età della vita che col poeta potremmo descrivere 'come un giorno d'allegrezza pieno', una 'stagion lieta' (G. LEOPARDI, Il sabato del villaggio). Essa è, tuttavia, un'età sempre delicatissima, giacché l'involucro protettivo in cui ' almeno idealmente ' dovrebbe essersi svolta la sua crescita sino a quel momento, quasi d'improvviso appare all'adolescente insopportabilmente stretto sì da fare nascere nel suo animo spinte e desideri contrastanti, che ogni genitore e ogni educatore devono ben riconoscere per sostenere il suo cammino verso la realizzazione nella vita. Oggi, poi, la condizione adolescenziale è ancora di più contrassegnata da insicurezze interiori. Per la massima parte dei nostri ragazzi il trascorrere degli anni non è più il percorso verso una maturità e una serenità di fondo; in molte occasioni, anzi, la loro inquietudine si accentua e accresce le spinte alla frammentazione del vissuto. Quanto distante, al contrario, ci appare la condizione del giovine Pancrazio che messo di fronte al dilemma di avere salva la vita o di subire la morte sceglie con coraggio di rimanere fedele al Signore e affronta con animo forte la pena capitale.