Carissimi Fratelli,
vi scrivo in questo giorno poiché esso è, in qualche modo, un giorno davvero speciale. Ricorre, in primo luogo, la solennità del Sacro Cuore di Gesù. L'origine di questo culto è da ritrovarsi nell'ambiente monastico medievale (e penso soprattutto a San Bernardo) che infervorò gli animi nella contemplazione del Crocifisso mettendo in risalto le sue piaghe gloriose e specialmente quella del costato aperto. Fra di noi, in particolare, ci fu soprattutto l'opera dell'Ordine Francescano con San Bonaventura. Il Dottore Serafico, che sarà Cardinale Vescovo di Albano, meditando sul mistero della Passione scriveva: 'La virtù sgorgata misteriosamente da quel Cuore dà la forza ai sacramenti della Chiesa di conferire la grazia e per i viventi in Cristo diventa la coppa d'acqua zampillante, sorgente per l'eternità' Sorgi, pertanto, o anima amica di Cristo, e sii anche tu come la colomba che nidifica nella gola della roccia' e abbeverati alle fonti del Salvatore. È questa infatti la sorgente che scende dal centro del paradiso e che, divisa in quattro fiumi e poi diffusa nei cuori devoti, irriga e feconda tutta la terra' (Lignum Vitae, 30). Sapreste, voi, fratelli carissimi, essere fedeli alla vostra consacrazione religiosa senza dissetarvi ogni giorno dall'acqua viva che scaturisce dal Cuore di Gesù? Se non facciamo così, non diventiamo cisterne disseccate, che non tengono l'acqua e non irrorano più il campo di Dio?