Al di là di ogni merito e di ogni paura
Omelia nel pellegrinaggio giubilare del Vicariato di Anzio
Gal 3, 22-29
Lc 11, 27-28
1. «Beati quelli che ascoltano ». Certo che la donna di cui narra il vangelo ce lha messa tutta: nella voce, perché la alza; nellammirazione, perché proclama una beatitudine; nella tenerezza, perché evoca uno dei gesti più commoventi della maternità: lallattamento al seno. Eppure Gesù dice che lascolto è di più. Egli contesta il primato della parola e afferma quello dellascolto. A noi che pensiamo che tutto cominci col parlare, Gesù dice che tutto, invece, comincia con lascoltare.
Oggi, però, noi pensiamo di fare comunicazione solo parlando. Quanto attuale, invece, è la sentenza che Eraclito pronunciava cinque secoli prima di Cristo: «Non sapendo ascoltare, non sanno neanche parlare» (ed. F. Fronterotta, Fram. 1c). Per dire delle cose sensate, bisogna cominciare dallascolto. Ma cosa significa? Anzitutto accogliere, conservare, custodire come la terra custodisce il seme; come una madre la vita nascente.
Ascoltare è un atto generativo. Un testo di sapienza orientale, antico di duemila anni, dice: «Parlare è un mezzo per esprimere se stessi agli altri, ascoltare è un mezzo per accogliere gli altri in se stessi» (dal Wen Tzu). Accogliere con lo stesso amore, la stessa cura e la stessa premura di una mamma quando porta il suo bambino. Per questo anche Gesù fa il parallelo tra lascoltare e il portare nel grembo.
Tutto è ancora più vero quando parliamo di fede e di preghiera
Ascolta, Israele leggiamo nella Bibbia (Deut 6,4); la fede nasce dallascolto, echeggia san Paolo (Rom 10,17). Anche san Giovanni comincia così: «quello che noi abbiamo ascoltato...» (1Gv 1,1) e langelo dellApocalisse avverte: «Ricorda dunque come hai ricevuto e ascoltato la Parola, custodiscila e convertiti» (3, 3). Pure nel racconto evangelico di oggi, Gesù non contesta sua Madre, ma ci apre al senso profondo della sua maternità. Lo intuì bene Agostino: «Maria fu beata, poiché ascoltò la parola di Dio e la mise in pratica. Custodì la verità nella mente più che la carne nel ventre. La verità è Cristo, la carne è Cristo: Cristo verità nella mente di Maria, Cristo carne nel ventre di Maria; vale più ciò che è nella mente anziché ciò che si porta nel ventre» (Sermone 72/A, 7: Misc. Agost. 1, 162; cf. PL 46, 937).
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