1. Domenica scorsa, 'Domenica delle palme', abbiamo imitato le folle degli Ebrei, portantes ramos olivarum, e abbiamo inneggiato a Cristo, nostro Re e Signore. Ed ecco che oggi, quando le ulive sono già state spremute e hanno prodotto l'olio, noi celebriamo
Salve, Domine Iesu Christe! Oleum effusum nomen tuum' (Cant 1, 2). Ci accada di non avere più olio nei vasetti perché tutto l'abbiamo distribuito; che non ne rimanga un solo goccio, perché tutto l'abbiamo donato. Domandava san Bernardo: 'A che serve l'olio nei vasi se non lo senti anche nelle membra?'. Proseguiva: 'È un olio! Spandilo, dunque, e sentirai la sua virtù' (In Cant., Serm. XIV, 8). Dove lo Spirito è stato sovrabbondante, noi saremo avari? Terremo nelle nostre sacrestie questi oli benedetti? Diremo ai fedeli: 'Andate da altri venditori a comprarvene'? Oh, quanto sarebbe drammatico stravolgere così la parabola del Signore (cf. Mt 25, 1-13)! Questi oli prenderanno il tanfo perché noi avremo preferito conservarli ben tappati nei loro vasetti? Evangelizzeremo, perché qualcuno sia unto col nuovo olio dei catecumeni? Andremo dagli ammalati col nuovo olio preparato per loro, per confortarli e visitarli anche nelle loro case, dove tanti rimangono soli senza' 'neanche un prete', come direbbe una nota canzone? La pasquale 'Benedizione delle famiglie' è un'occasione preziosa per queste visite e per questi incontri. Non la si trascuri, non la si abbandoni.
Il Crisma, infine, brillerà ancora sulla fronte dei battezzati per fare scendere nel loro cuore la ricchezza dei carismi spirituali? Non per altro, infatti, esso è oggi consacrato: uncta fronte sacrosancta influunt charismata. Quante volte ancora il Vescovo ungerà mani protese di nuovi presbiteri, dicendo: 'Il Signore Gesù Cristo, che il Padre ha consacrato in Spirito Santo e potenza ti custodisca per la santificazione del suo popolo e per l'offerta del suo popolo' (Unzione Crismale nell'ordinazione di un presbitero)? Non sarebbe sprecare il Crisma se insieme col suo profumo non si diffondesse nelle nostre comunità anche la proposta vocazionale? Non sarebbe sprecarlo se non ci fosse ' a cominciare da noi sacerdoti - l'incoraggiamento per i nostri ragazzi e i nostri giovani a discernere la divina chiamata al ministero sacerdotale e non si desse loro l'esempio di una vita sacerdotale generosa, ricca di gioia e coerente?
L'odierna festa dei doni nuziali di Cristo alla sua sposa -
2. Ora anche noi, come i nazaretani nella Sinagoga, fissiamo lo sguardo su Gesù (cf. Lc 4, 20). Rivediamo quasi fossero al rallentatore i gesti descritti dall'evangelista: Gesù si reca a Nazaret, entra nella Sinagoga, si alza per la lettura, svolge il rotolo, trova il passo di Isaia, comincia a parlare.
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